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CALOUSTE SARKIS GULBENKIAN

Calouste Gulbenkian nasce a Istanbul il 23 marzo 1869, erede di una nobile famiglia le cui radici affondano nel IV secolo. Suoi avi sono infatti i principi di Rechduni, dapprima dominatori nel sud dell’Armenia, quindi di stanza a Cesarea in Cappadocia, dove, per i quattro secoli di permanenza della dinastia, legheranno la propria opera allo sviluppo delle arti e alla cura degli interessi del popolo.

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KOMITAS VARDAPET

Figura geniale dalla vita drammatica, Komitas Vardapet è il musicista più amato dagli armeni, capace al tempo stesso di fondare la musica armena moderna e di conservare e tramandare migliaia di canti popolari della memoria popolare.

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SAN GREGORIO ILLUMINATORE

Se la tradizione fa risalire l’evangelizzazione degli armeni agli apostoli Bartolomeo e Taddeo, quel che è certo è che l’Armenia è la prima nazione al mondo ad accogliere il cristianesimo come religione di Stato. Nel 301-302 secondo la tradizione, intorno al 314 secondo fonti più recenti: in entrambi i casi, ben prima dell’editto con cui Teodosio, nel 380, lo assume come religione ufficiale dell’Impero Romano.

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GIOVANI TURCHI

Ufficialmente costituito come Comitato dell’Unione e del Progresso, il movimento dei Giovani Turchi nasce a Salonicco nel 1907 aggregando principalmente intellettuali e ufficiali dell’esercito ottomano. Loro obiettivo originario è quello di liberare l’Impero dai “vecchi turchi”, dando in primo luogo attuazione alla costituzione che il sultano Abdul Hamid II aveva concesso nel 1876, sospendendola però prima ancora che entrasse in vigore.

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GENOCIDIO ARMENO

Gli armeni hanno le loro radici in Asia Minore orientale dall’800 a.C. Nel 93 a.C. nasce il primo impero armeno, conosciuto come Armenia storica. Comprendendo la regione triangolare tra i laghi di Sevan, Van e Urmia, occupa alcuni territori attuali dell’est turco, del nord-ovest iraniano e del sud-est azerbaigiano.

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LHASA

Sede del trono reale fin dal VII secolo, Lhasa è anche – come vuole il suo etimo – “trono di Dio”, essendo situata a 3650 m di altitudine nella valle del Kyi Chu.
Attuale capitale della Regione Autonoma del Tibet, Lhasa diventa il centro politico e religioso del paese a metà del VII secolo, quando Songtsen Gampo (618-649) divenuto imperatore del Tibet unificato, vi sposta la capitale, realizzandovi nel 637 il Palazzo del Potala sul Monte Marpori.

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GODAN KHAN

Secondo figlio del capo mongolo Ögedei Khan e nipote di Gengis Khan, Godan Khan conquista la sovranità sul Tibet in un momento molto critico della sua storia. L’assassinio, nell’841, del re apostata Lang Darma – primo persecutore del buddhismo – aveva infatti segnato a un tempo l’estinzione della dinastia di Yarlung e l’inizio di un lungo periodo di instabilità politica e sociale, poi denominato “medioevo tibetano”.

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LA STORIA DEL TIBET

La tradizione fonda le origini della monarchia tibetana nel mito, su una genìa di re che fa la spola tra il cielo e la terra, governando durante il giorno e risalendo in cielo a sera per mezzo di una corda simile a un arcobaleno. Il primo di questi re celesti è Nyatri Tsempo, che calandosi nella valle del fiume Yarlung, nel Tibet centrale, dà inizio alla dinastia omonima.